Ossa Si frantumano Come rami secchi scricchiano Sotto un peso incommensurabile L'odio che le compone impregna le viscere della terra Sgorga ora con impeto dalle fronde mutilate Infuso di linfa avvelenata Qui dove nulla più si trasforma Tutto si distrugge Tutto si ricrea Finché la calce ci ricoprirà Miasmi veleniferi si propagan dalle crepe dei campi inariditi Baratri affamati di carne umana Selettore innaturale Degno del più nobile insulto Da questa fossa comune cadaveri incrostati di calce Vacillano Strisciano Soffusi di inaudito fiele Con un solo fine Al cessare del fragore delle saette La loro vendetta calerà Silenziosa come il volo di un gufo