In ginocchio avvolti in salmi e litanie si recitano carmi lontani e vuoti L’arida certezza è che il nulla è un tempio dove si sacrifica alla sterilità l’inutilità del tempo Freddi commensali trangugiano parole che fauci nauseate dall’insipida bevanda riversan sull’altare Le trame dell’inganno che imbrigliano la gola perpetuan nell’oblio l’inutile danza del giorno prima e prima ancora Sogno, quiete il corpo ristagna. Scorre l’acqua nei calici morti. Pietra, carne immote le ossa. Liquida l’anima gli argini infrange. Via! Alle macabre danze Solo, il pensiero assopito si muove! Si muove! Incontro alla stasi si muove! Si muove! D’inerzia e d’accidia si muore! Si muore! Incontro alla vita si muore! si muore! Muoviti allora, muoviti ora! Unisci il tuo scheletro ai tanti che in vita danzavan sulle orride note per te sì fredde e distanti Fredde, inerte, incapaci si muovono le membra Sorde al flagello dei giorni arrancano nell’ombra/ Fredde, inerte, incapaci si muovono le ombre Sorde al flagello dei giorni arrancano le membra.