Rifulge sprone mortale Nell'infinita prateria del sangue Nella sua forma aurorale Ridesta e langue il demonico orgasmo Geme la stimmate idrolitica del cielo Al pavido stormire dell'arcano Consuma in fiamma vera l'acrilico silenzio di sfacelo L'elettrico sembiante del tramonto a cui il tuo fuoco Anela Schiaccia l'ebbro schianto del mare L'acrilica vertigine del serto delle stelle incante accese Squarcia la fuligine del tempo Vanifica il respiro del pallido trafiggere del vento Figlia di notte e d'aurora Rediviva stella del peccato: Ancora! Geme il tempo a lungo andato Del nudo sorger dell'esperide signora