Nel mese di settembre la discesa dai monti è carica di malinconia Le cime imbiancano e gli animali sono irrequieti Avvertendo l’inospitalità montana Nel giorno che precede la scasata i pastori preparano la bisaccia Racimolano l’ultimo magro salario dal padrone E prima dell’annottare si fa l’inventario dell’armento Il padrone si avvicina al capo-morra E gli uomini si allineano lungo la breccia Lasciando in mezzo a loro un breve passaggio libero…Il guado Si scioglie la rete dai due pali del recinto E il mandriano esce cavalcando il suo manzo seguito dalla mandria Il massaro con il lungo uncino teso in avanti fa la conta Mormorando le cifre a bassa voce Di fronte a lui anche il capo buttero conta silenziosamente Contata la morra a seguire si contano le capre Le giumente, le mule e gli asini Il giorno della partenza gli sguardi tra chi parte e chi resta S’incrociano carichi di un indistinto risentimento contro la ‘cattiva sorte’ E una forte emozione stringe la gola e il cuore Mentre il mandriano scruta pensosamente il lontano orizzonte Calcando il verde tappeto del tratturo E insieme alla mandria e ai pastori si mette in cammino…